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Sciopero dei lavoratori lapidei e cave industria

PER UN CONTRATTO CHE RESTITUISCA SALARIO, QUALITA’ DEL LAVORO E DIRITTI. E’ questo il motivo principale che ha portato i lavoratori e le lavoratrici del settore in piazza a Sant’Ambrogio di Valpolicella (VR), lo scorso martedì 23 luglio. Uno sciopero unitario regionale Veneto per porre l’attenzione sul Contratto Nazionale LAPIDEI INDUSTRIA, scaduto il 31 marzo 2019, ma le cui trattative sono bloccate.

Nel comunicato unitario delle tre maggiori sigle sindacali di categoria, FENEALUIL, FILCA CISL, FILLEA CGIL, si legge che “Confindustria Marmomacchine e Anepla sono chiuse alle richieste dei Lavoratori. Dobbiamo dare valore a questo Contratto, non aspettare altri mesi con inaccettabili danni alle lavoratrici e ai lavoratori dei Lapidei e delle Cave. L’indisponibilità imprenditoriale ci obbliga ad azioni di lotta e di protesta con 8 ore di sciopero oltre alla sospensione di straordinari e flessibilità. In sintesi le posizioni datoriali più preoccupanti sono state:

  • la chiusura del CPNL bilaterale che stava dando i primi frutti senza partecipare all’intera filiera delle costruzioni, (primo passo verso il contratto unico) né alla bilateralità territoriale;
  • il Contratto a Tempo Indeterminato non sarà più prevalente, lasciando liberi di fatto i tempi determinati e in somministrazione, con ogni causale o scusa. Richiesta di deroghe ai limiti dei contratti precari per azienda (tra cui la stagionalità), fino al 30%;
  • Aumento salariale. I datori di lavoro non vogliono più il modello contrattuale e in sostanza offrono soli 53 euro in tre anni (12,20€, /17,50€, /23,30€) a parametro 136 categoria C, con verifiche “ex post”, del tutto incerte;
  • Salario differito, sanità integrativa (Fondo Altea) e Previdenza complementare (Fondo Arco) importanti per tutelare i lavoratori su pensioni e sanità, liquidati con pochi centesimi % li.
  • Aumento dell’EGR del tutto inconsistente (15 € all’anno) per chi non ha contratti aziendali;
  • Diritti e Congedi familiari: solo quanto già previsto dalla legge;
  • per Marmomacchine e Anepla mancano completamente i capitoli Ambiente e Sicurezza, sistema di Classificazione/ Qualifiche dei Lavoratori ad aree, armonizzazione Operai/Impiegati, Legalità e appalti, riduzione e flessibilità orario, disagio e turni.”

I rappresentanti sindacali, assieme alle lavoratrici e ai lavoratori del settore chiedono, dunque, che si torni al tavolo delle trattative con l’obiettivo di rinnovare un contratto che dia maggiori risposte ai lavoratori.

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