Archivi del mese: settembre 2015

ZAIA, PER L’EDILIZIA SI DEVE FARE MOLTO DI PIU’!

Venezia 3 settembre- “Dopo una perdita del 50% dal 2009 ad oggi di imprese attive sul territorio regionale, il comparto edile in Veneto è ancora in forte sofferenza e in questi ultimi sette mesi, la soglia occupazionale si è assottigliata del 4%. Dai 179.943 occupati siamo passati a 138473 alla fine del 2014 e in questi sette mesi abbiamo perso altri 5.500 posti di lavoro.  E’ una emorragia che non si riesce a fermare. Il dato occupazione è ancora più preoccupante se si considera che il comparto edile era una locomotiva per la nostra Regione, con un indotto destramente articolato. Siamo in poche parole una delle Regioni, che nel comparto edile, ha perso maggiormente.” Questo è il bilancio allarmante della Feneal Uil, con il commento del segretario Valerio Franceschini, che lancia un  appello alla Giunta Zaia:  “L’edile non ha mosso un passo, ma non siamo nemmeno riusciti a stabilizzare il settore. Il Governo Regionale deve mettere in atto strategie specifiche e fare molto di più di quanto non sia stato fatto inpassato.” Prosegue Franceschini che annuncia richieste ben precise:  in primis la costituzione di un tavolo tecnico del comparto.

“Serve un tavolo tecnico, con incontri e programmazioni bimestrali per attuare sinergie ed avere più peso nella trattativa con il governo”. Un tavolo che deve avere sostanzialmente quattro obiettivi:

  • sbloccare la situazione di accesso al credito con le banche e creare, magari attraverso Veneto Sviluppo dei fondi di rotazione a beneficio di chi esegue oggi lavori di riqualificazione energetica e si vede la detrazione fiscale spalmata in 10 anni. Troppo poco e troppo a lungo termine: un privato non ha benefici. Servono detrazioni oggi, non tra dieci anni e se il Governo non riesce a farlo, devono subentrare i fondi di rotazione della Regione.
  •  rivedere la logica del Piano Casa: delle 72.000 domande presentate in Veneto nel 2014 ( di cui il 95% per l’aumento di volumetrie pari al 20%, solo il 4% per demolizioni con ristrutturazioni in bioedilizia ed energie rinnovabili, l’1% irrisorio per interventi sul patrimonio commerciale ed alberghiero) gli interventi poi realizzati sono solo del 50%, proprio per problemi di liquidità. La chiave di volta è quindi una inversione di rotta del credit crunch con gli istituti di credito: con un piano approvato di ampliamento, l’istituto di credito dovrebbe essere in grado di concedere un prestito del 100% dell’intervento e dovrebbe essere lo Stato e la Regione a porre delle garanzie.
  • una programmazione sinergica e un piano di intervento generale sul territorio condiviso attraverso il tavolo tecnico da enti locali, parti sociali e categorie del settore, per una riqualificazione reale e diffusa delle nostre zone più depresse e soprattutto delle strutture pubbliche, scuole e ospedali in primis.
  •  serve particolare attenzione al dissesto idrogeologico della nostra regione: aumentano i casi di allagamenti e disagi a causa di piogge improvvise, i fondi si sono dimezzati. (da 148.milioni di euro a 75.

“Da questa analisi- conclude Franceschini- è evidente come debbano essere messe in cantiere strategie e politiche completamente diverse da quelle attuate sino ad oggi. D’altronde ci troviamo di fronte ad una crisi senza precedenti. Più volte abbiamo richiesto un tavolo e un incontro con l’Assessore Donazzan, durante il mandato precedente: non abbiamo mai nemmeno ricevuto una risposta.”

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