Archivi del mese: luglio 2015

L’EDILIZIA A CONFRONTO- CONVEGNO PROGRAMMATICO DI FENEAL FILCA FILLEA

CORRIERE VENETO21 LUGLIO

CORRIERE VENETO21 LUGLIOPAG.6

tribuna 21 luglio

GAZZETTINO 21LUGLIO

Lavoro, sostenibilità, sicurezza e legalità declinate con gli strumenti della contrattazione della bilateralità dovranno essere caratteri distintivi di una trasformazione che possa favorire il rilancio e la rinascita del comparto edile.” Così i tre segretari di Feneal, Filca e Fillea, rispettivamente Valerio Franceschini, Salvatore Federico e Leonardo Zucchini, presentano il rapporto “Edilizia e territorio. Sostenibilità, qualità e legalità”, elaborato dal centro studi LAN – Local Area Network per conto delle tre sigle sindacali,   si compone di quattro sezioni: gli interventi a favore della sicurezza e quindi sull’assetto idrogeologico del territorio; le grandi opere; piccole e medie opere; riqualificazione e restauro; oltre ad un inedito quadro sull’economia criminale collegata al comparto edile.

 L’ANALISI

Il Veneto è la regione italiana in cui, con la Lombardia, è cresciuto più velocemente il consumo di suolo negli ultimi quindi anni (+14,3% rispetto a una media Italia del 10,8%). – spiega il Segretario Fillea Leonardo Zucchini- Il comparto dell’edilizia vive una morsa recessiva senza precedenti, a casa della contrazione dei mutui e delle compravendite, da un lato che si accompagna alla riduzione dei valori immobiliari. Ma allo stesso tempo, a causa delle logiche del patto di stabilità, anche gli interventi di edilizia pubblica sono sensibilmente diminuiti. L’edilizia che prima rappresentava la locomotiva delle’economia veneta anche attraverso ad un indotto che dava ossigeno anche a piccole e piccolissime imprese, ora stenta a recuperare. Anzi se in alcuni settori come il terziario c’è un minimo sentore di recupero, l’edile è in fase di glaciazione. Dal 2009 hanno chiuso il 15,5% delle imprese di costruzioni, i lavoratori nel 2009 erano 179.000 di cui 109.000 dipendenti e 70.000 autonomi; nel 2015 sono scesi rispettivamente a 80.000 e 55.000 con una riduzione secca del 23%.

 In base ai dati e alle elaborazioni del centro studi LAN, a fronte di nuove chiusure aziendali e di una soglia occupazionale che non stenta a riprendersi, secondo le parti sociali sono due le strade che devono essere percorse per il rilancio dell’edile nelle province del Veneto: gli interventi di recupero e la ripresa di interventi pubblici, magari con le maglie di stabilità ben più larghe.

“E’ chiaro che il modello delle tre “C” (casa, Capannone, Campanile)  è ormai tramontato- spiega il segretario Feneal Valerio Franceschini- Ma il settore della riqualificazione nell’edilizia privata è la risorsa migliore che possiamo attuare per fermare un dissanguamento costante. Nel 2026, il 70% del patrimonio residenziale regionale avrà più di quarant’anni di età, un patrimonio immobiliare invecchiato e inefficiente. Il  piano casa ha dato un impulso, ma va concretizzato: delle 70.000 domande accettate solo il 50% viene realizzato. C’è un problema di liquidità iniziale e le detrazioni del 55% per interventi di risparmio energetico non vengono prese in considerazione perché spalmate in 10 anni. Serve un intervento sinergico con gli istituti di credito.“Il proprietario capisce e coglie l’opportunità del piano casa, paga un professionista per progettare l’intervento, ma si ferma quando è il momento di iniziare i lavori. La chiave di volta è quindi una inversione di rotta del credit crunch con gli istituti di credito: se le banche hanno chiuso i rubinetti e i prestiti sono diminuiti del 10% in Veneto nel 2013 (con variazioni dal 15% a Belluno e il 6% a Vicenza) è evidente che va stretto un nuovo patto tra banche, stato, regione e utente finale.

Per quanto riguarda il rilancio dell’edilizia pubblica: “Abbiamo una visione del Veneto come una città metropolitana estesa, con capoluogo Venezia, non un’insieme di arre metropolitane o peggio una commistione di centinaia di campanili che continuino a coltivare il proprio orticello. La nostra Regione non può permettersi il lusso con soli 5 milioni di abitanti di dividersi in frazioni, ma per attrarre capitali soprattutto dall’estero è necessario ragionare sul brand “Venezia”. Solo così potremo avere una visione globale del territorio e avviare una ottimizzazione d risorse per le infrastrutture viarie, gli ospedali. Per uno sviluppo sostenibile e armonico- spiega Salvatore Federico, segretario Filca- Ciò richiede una forte cooperazione di investimenti pubblici e privati; l’allentamento del patto di stabilità dei Comuni e lo sblocco di tutta la cantieristiche delle opere medie e piccole che fanno lavorare le imprese del territorio; l’avvio del programma europeo di efficientamento energetico di almeno il 3% di patrimonio pubblico ogni anno. Le grandi opere, come la Pedemontana ad esempio, possono rinforzare una soglia occupazione che altrimenti si manterrebbe sui valori più neri di inizio crisi.”

Le tre organizzazioni sindacali Feneal Uil Filca Cisl e Fillea Cgil con questo sforzo conoscitivo vogliono dare un contributo, aprendo un confronto a tutto campo, per una governance coordinata di tutte le leve con cui ricomporre un nuovo modello di edilizia e territorio.

IL REPORT IN SINTESI