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15 novembre 2019: manifestazioni dei sindacati delle costruzioni

Venerdì 15 novembre 2019 i Sindacati delle costruzioni Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, manifesteranno in 100 piazze italiane per chiedere il rilancio del settore.

Lo hanno deciso a Roma, lo scorso 21 ottobre, i circa 500 Delegati giunti da tutta Italia per gli Attivi unitari delle tre Categorie. Nel corso dei numerosi interventi di Segretari e Delegati è emersa la volontà di chiedere al Governo una decisa inversione di rotta rispetto al passato e di mettere in campo tutte le misure idonee al rilancio del settore delle costruzioni, e conseguentemente al rilancio della competitività e della produttività dell’intero Paese.

Previste in Veneto tre iniziative per il prossimo 15 novembre:
VENEZIA – Ore 6.30 Volantinaggio di sensibilizzazione in Piazzale Roma
TREVISO – Ore 10.30 Presidio/manifestazione in Piazza delle Istituzioni
PADOVA -Ore 12.30 Conferenza Stampa presso la scuola Edile di Padova

Come si legge nel comunicato stampa, i sindacati ribadiscono quanto già espresso nello sciopero generale dello scorso 15 marzo chiedendo, unitariamente, “una vera politica industriale per i settori dell’edilizia e dei materiali da costruzione, il rilancio delle infrastrutture, la riqualificazione e messa in sicurezza del territorio, la riforma delle pensioni e del fisco, un impegno più forte sulla legalità, con il rafforzamento del Durc, la diffusione della congruità, l’attuazione della Patente a punti da utilizzare per la verifica dell’idoneità tecnico-professionale delle imprese edili, lo scopo è quello di mettere fuori mercato le aziende non sicure che violano sistematicamente le norme. Una reale riforma del Codice degli Appalti che riduca il ricorso al subappalto, il numero delle stazioni appaltanti e favorisca il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Dopo gli annunci positivi delle scorse settimane, chiediamo tempi e modalità certe con cui si vuole intervenire sulle tematiche individuate. In questi 11 anni di crisi sono centinaia di migliaia le aziende del settore che hanno chiuso i battenti, determinando una perdita di oltre 800 mila posti di lavoro. Rimettere in moto il settore vuol dire non solo generare occupazione ma dotare il Paese di infrastrutture moderne e sicure.”

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